venerdì 25 aprile 2014

Dichiarazioni del pentito di Big Pharma: ho venduto la mia anima al diavolo

John Virapen, 64 anni, ex direttore della società Eli Lilly Svezia, ha scritto una confessione professionale insolita. Per ironia della sorte, il suo libro è uscito in Francia il giovedì 17 aprile l'indomani della morte di Jacques Servier (fondatore dei laboratori Servier)

"Da anni succede che a volte, nelle prime ore del giorno, delle sagome spettrali mi appaiono in sogno" scrive nell'introduzione. "Sbattono la testa contro il muro, si tagliano le braccia e la gola a colpo di rasoio. Ora mi sono reso conto che io ho indirettamente contribuito alla morte delle persone le cui ombre mi perseguitano.

Ovviamente, io non ho ucciso nessuno direttamente, ma ora non posso non sentirmi in parte responsabile di queste morti. Ero uno strumento, un esecutore, ma consenziente, nelle mani dell'industria. [ ... ] Certamente sono stato manipolato, ma non mi sono fatto tante domande. Ho venduto la mia anima al diavolo."

Il caso del Prozac

Di origine indù e figlio di pescatore analfabeta della Guyana Britannica, l'autore di questo mea culpa agghiacciante è entrato nell'industria farmaceutica nel 1968, da una porta picolissima. Da abile attore di quello che non si chiama ancora "marketing", John Virapen, già nel 1981, è direttore delle vendite della società Eli Lilly per la Svezia.

Racconta delle piccole alleanze vergognose che sono sigillate in questo ambiente felpato, e dell'influenza delle imprese sui leader di opinione, quei grandi professori di fama e custodi dell'ortodossia. Così uno di loro, specialista del trattamento del dolore ed esperto al Ministero della Salute, riceveva dalla Lilly uno stipendio fisso, in cambio di consigli, revisione di opuscoli e conferenze ...





"Egli era interpellato soprattutto in caso di attacco contro i nostri prodotti nei media, spesso circa gli effetti collaterali. Scriveva subito articoli a nostro favore nelle riviste mediche. Il microcosmo medico era rassicurato, la stampa non ne parlava più."

Nel 1986, per il lancio della fluoxetina Eli Lilly, molecola d'oro battezzata Prozac che sarà fino alla scadenza del brevetto, nel 2001, l'antidepressivo più prescritto al mondo, John Virapen commetterà ciò che lo ossessiona oggi ad ogni alba: contribuire a promuovere un farmaco di cui conosceva già l'impatto suicida (per gli effetti collaterali reali di psicofarmaci, consultare il sito web della sorveglianza sanitaria indipendente David Healy , un ricercatore dell'Università di Cardiff RxiSK.org ) e la cui superiorità rispetto al placebo, tuttoggi nel 2014, non è stata ancora stabilita.

Ma per ora, mentre in sede si sta organizzando il piano che farà della depressione una malattia comunemente diagnosticata in tutti i paesi ricchi, altri rappresentanti della Lilly stanno lavorando nelle capitali al fine di ottenere per il Prozac le autorizzazione sul mercato .

Come si fanno scomparire dei casi di suicidio

A Stoccolma, John Virapen sa che un esperto indipendente è stato ufficialmente designato per esprimere un parere. Il nome del docente è riservato, per tenere lontano le lobbies. John Virapen vuole sapere. Ci sono in tutta la Svezia soltanto cinque esperti psichiatrici abbastanza qualificati per essere stato invitato dallo stato.

Uno fa parte delle autorità sanitarie; non può essere lui. Per gli altri quattro, agirà da profiler e chiederà ai suoi rappresentanti farmaceutici di informarsi, discretamente. Dopo alcune settimane di questa discreta indagine, l'esperto viene identificato: è il Professor Z., a Göteborg (Gothenburg). "Cominciai a studiare il Prof. Z. più da vicino. Amava la vela. Comprai un libro sulla vela." Virapen lo chiama, e riesce a invitarlo a cena.

"Un fattore ha giocato a mio favore, non mi piaceva il Professor Z , dice. Una simpatia autentica rende la manipolazione più difficile. Non ci piace intrappolare qualcuno che apprezziamo. Non vogliamo forzare qualcuno che amiamo ad oltrepassare i confini della legalità. Il fatto di non amare era quindi un bene."

Una seconda cena suggellerà il loro accordo. "Il denaro è sempre utile", risponde l'esperto indipendente quando l'ospite gli chiede che cosa potrebbe accelerare il proprio business. Il giorno successivo, Virapen chiama l'ufficio della Lilly a Copenaghen, che supervisiona il Nord, e dice che servono 100.000 corone per ottenere un'approvazione rapida, ossia 20.000 dollari. "L'ufficio di Ginevra si consulta con quello di Copenaghen. Ci sono volute 24 ore. Poi ricevo una chiamata ... John , fate tutto ciò che pensi sia necessario"

La perizia del dottor Z. ne è stata in qualche modo "orientata". Nel file iniziale, ecco un esempio di quello che si poteva leggere : "Su dieci persone che hanno preso il principio attivo, 5 soffrivano di allucinazioni e fecero un tentativo di suicidio, di cui 4 con successo."
Invece noi ora leggiamo : "Gli ultimi 5 hanno presentato vari effetti collaterali ." Scomparsi, volatilizzati i suicidi sotto Prozac durante la fase di sperimentazione ...

Al di sopra della legge? Al di sopra degli Stati?

Questa testimonianza esce un mese dopo quella di Bernard Dalbergue (1) ex dirigente di Merck; un anno dopo l'opera di Julie Wasselin che da 30 anni era rappresentante farmaceutica (2); e dieci anni dopo che Philippe Pignarre, che lavorava alla Synthelabo e informatore prima del tempo, ha pubblicato "Il Grande Segreto dell'industria farmaceutica " (3). Tutti dimostrano che la salute è da 30 anni una questione di business e di marketing costruita su una disinformazione dalle conseguenze criminali. 

La confessione di Giovanni Virapen è stata tradotto da Philippe Even, che sta portando avanti uno studio iniziato nel 2005, cinque anni prima dello scandalo Servier, con la sua traduzione del libro di Marcia Angell, ex redattrice del prestigioso "New England Journal of Medicine" ( NEJM ), "La verità sulle case farmaceutiche" ( 4) .

Stranamente, queste rivelazioni non suscitano lo spavento e le rivoluzioni che dovrebbero.
Come se la farmacodelinquenza fosse una fatalità, e l'industria farmaceutica un'organizzazione impossibile da controllare, al di sopra della legge, al di sopra degli Stati.

Anne Crignon - Le Nouvel Observateur

(1) "Omerta dans les labos pharmaceutiques", Avec Anne-Laure Barret, Flammarion
(2) "Le quotidien d’une visiteuse médicale", L’Harmattan.
(3) Editions La Découverte
(4) Editions du Mieux Etre

Tradotto da Catherine
Tratto da: tempsreel.nouvelobs.com

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