giovedì 14 marzo 2013

La domanda da un milione di dollari


Massimo Mazzucco

Con questo articolo possiamo aprire la discussione sulle risposte date da diversi utenti alla mia "domanda da un milione di dollari":
"Presumendo che tu abbia smesso da tempo di votare perché convinto che il sistema sia marcio, o comunque non sia sanabile dall'interno, che cosa proponi di fare - sul fronte sociale, politico, istituzionale, o qualunque altra cosa - per arrivare a vivere in un paese migliore di questo?"

Ho provato a raggruppare le risposte in una specie di arco che descriva, da sinistra verso destra, la maggiore o minore distanza a cui ciascuno si colloca rispetto al processo democratico. A sinistra quindi il rifiuto totale del sistema, verso destra i più possibilisti (anche se in realtà solo l'ultimo gruppo accetta a priori il principio di rappresentabilità).

RASSEGNAZIONE

Ho definito il primo gruppo con il termine "rassegnazione", poiché queste persone ritengono impossibile sconfiggere il sistema sia dall'esterno che dall'interno, e non vedono al momento soluzioni possibili:

- Secondo la mia visione, possono cambiare i partiti, i colori, le bandiere, ma dietro a tutto c'è qualcuno che muove le fila e alla fine le cose non cambiano in meglio.

- Questo mondo è posseduto da una manciata di enormi multinazionali e grandi banche, che di noi fanno quel cazzo che gli pare. Il sistema e' blindato e autoprotetto dagli stessi individui che lo subiscono: cambiarlo è un'impresa che rasenta l'impossibile...





- Non riesco, nonostante la mia ampia apertura mentale, a vedere qualcuno in grado di arrivare a tagliare i tentacoli della piovra se non con l'uso di un qualcosa che non si puo ne pensare ne suggerire, ma ancor di piu non riesco ad immaginarmi un sistema che accetti l'ipotesi che ci sia un movimento di contrasto.

- Come mi sento? Seduto sull'orlo del Gran Canyon con le gambe penzoloni... guardo ed aspetto... inazione..? mah...!

- Non sono andato [a votare] perché non è mi è possibile dare un senso a ciò che non ha senso.Oggi questo non senso è univoco, globale.

- Con sincerità ed un briciolo di vergogna dico che ho smesso di votare perchè ho perso ogni speranza.

DISOBBEDIENZA

C'è anche chi respinge il sistema alla radice ma non necessariamente si rassegna, e propone forme diverse di disobbedienza civile:

- Soluzioni? Non votare, sciopero generale ad oltranza e disobbedienza civile totale, a cominciare dal non pagare le bollette per finire con le rate dei vari finanziamenti e mutui passando dalle tasse, illegali e immorali. Se tutti partecipassero, chi mi stacca la corrente che non pago, l'operaio che anche lui non paga la bolletta? Chi mi butta fuori dalla casa pignorata, il carabiniere che ha anche lui la casa pignorata per gli stessi motivi?

- L'unico cambiamento possibile è nel non riconoscere e non legittimare questo sistema con il voto. Per coloro che non sono in grado di farlo o che non possono farlo la soluzione è disobbedianza, la soluzione è assumersi l'onere di fare scelte rivoluzionarie, smettere di essere solo un "follower" e diventare protagonista.

- Temo che per realizzare il sogno di vivere in un mondo privo di denaro e sfruttamento l'unica possibilità sia una rivoluzione armata che resetti completamente il sistema ripartendo da zero (nuova costituzione e leggi votate da tutti i cittadini, senza più delegare nessuno).

- Propongo la disubbidienza e l'economia del dono.

ANARCHIA (NO DELEGA)

Questo è il gruppo decisamente più voluminoso. Ovviamente, il termine di "anarchia" va inteso nel senso storicamente corretto (autodeterminazione e autoresponsabilità individuali), e non in quello distorto e negativo (casino e confusione) che fa parte ormai del linguaggio quotidiano:

- Io sono anarchico e non accetto nessuna forma di potere, dai governi agli eserciti a qualsiasi tipo di autorità, quindi figuriamoci se voto, non lo riconosco, sono contrario e non faccio deleghe perchè nessuno mi può rappresentare, solo me stesso.

- Posso affermare di essere giunto alla conclusione che il motivo fondamentale del mal funzionamento del famigerato sistema conosciuto col soprannome di "democrazia" sia la questione della delega e quindi, in ultima istanza, di quel meccanismo noto con il soprannome di "rappresentanza".

- Le cose si sfasciano sempre e soltanto per aver dato credito al sentimento più disonesto, quello del chiamarsi realmente fuori, cioè: delegare. Non cercare di insegnare, ma mostrare. Due cose succedono quando tu vuoi migliorare qualcuno che sai che sta sbagliando: uno) cadi sotto la sua ombra due) perdi tempo a non migliorarti.

- Sono convinto che l'uomo potrebbe autodeterminarsi, senza avere necessità di pastori o cani da guardia.

Naturalmente, chi mira ad un traguardo del genere è ben cosciente che sia necessario un profondo cambiamento all'interno dell'essere umano, che riguardi sia la scala di valori del collettivo che quella del personale. E' proprio su questo argomento che si è avuta la massima convergenza delle posizioni:

- La mia proposta d'azione riguarda una delle cose piu' difficili da fare oggigiorno: ossia non pretendere che cambino gli altri per il nostro interesse, ma bensì cambiare solo noi stessi, per il bene degli altri. è anche un caposaldo del nostro universo, il libero arbitrio. nessuno dovrebbe dire a nessun altro cosa fare. per promuovere il cambiamento occorre essere il cambiamento. L'esempio è la migliore via.

- Devono tutti conoscere la liberta', il coraggio, la saggezza, la compassione, l'autodeterminazione, le palle, il rispetto totale verso ogni forma vivente ecc, quei valori che sono andati persi, e se è successo questo lo dobbiamo alla nave avariata, non chi stava al timone che ha seguito le regole del sistema. Solo così ci sarà il cambiamento e i presupposti per vivere in armonia. Per molti è utopia, per me è anarchia, l'unica via.

- Sarebbe auspicabile tentare di cambiare e migliorare se stessi, mettendosi al servizio con umiltà, sapendo che si è solo e sempre uno strumento.

- Il cambiamento che io auspico e che suggerirei è il cambiamento personale dell'individuo. L'unico cambiamento è sempre interiore, non ce ne saranno altri auspicabili.

- Ma se siamo noi per primi a tradire la fiducia in noi stessi attraverso la delega!

- Siamo pronti per raccogliere forze ed idee e costruire insieme nuove forme di autogoverno, autogestione ed autodeterminazione? Siamo pronti per prenderci la piena responsabilità di noi stessi, delle nostre scelte, delle nostre azioni come soggetti portatori di diritto e capaci di agire in senso politico?

- Non voto più, basta con questa presa per il ......! Come ha ben detto qualcuno prima di me....se non cambio io non cambia niente.

- Sulla domanda "allora cosa proporresti", la risposta è la seguente: dedicarsi a migliorare se stessi (operazione per cui una vita non basta), aiutare la propria famiglia, chi ci sta accanto, e soprattutto salvaguardare la propria anima. [...] Il primo passo da fare quindi, dopo il lavoro su stessi, sarebbe l'imparare a riconoscere la mentalità degli psicopatici, che rappresentano solo un 5-10% della popolazione totale ma che giungono facilmente a detenere il potere, grazie a coloro che glielo concedono partecipando al gioco che essi hanno messo in piedi. Se le persone fossero in grado di riconoscere gli psicopatici, e di isolarli, allora la convivenza tra gli esseri umani sarebbe estremamente più semplice, e gli strumenti di controllo che attualmente ci paiono necessari perderebbero il loro motivo di essere.

- Ciò che è fondamentale è che da tutto questo deve nascere una profonda speranza e forza interiore, rendersi conto del miracolo della nostra natura ci dovrebbe dare la forza di non accettare compromessi e deleghe e ci dovrebbe dare la fede nella potenzialità del genere umano, nonostante l'estrema apparente complessità e negatività della realtà. E' fondamentale capire le potenzialità dell'uomo e la forza dell'amore. E' fondamentale riuscire ad accettare e ascoltare la forza presente in ogni essere, dentro di noi che ci dà la vita, che credo Rol chiamerebbe "spirito intelligente". Vivere quindi coerentemente in base a ciò in cui crediamo.

- La libertà è soltanto una stella polare, così come l'amore incondizionato. Il punto quindi è che la lotta per il mondo migliore è quello che leverebbe il mondo illusorio davanti i nostri occhi e il velo della propaganda che non mostra ai cuori quella stella polare. Quindi che fare? ... divenire esempio, questo è quanto. Quello che ho fatto io e fanno molti altri, ma che sono ancora pochi. Essere d'esempio. Mettere in prima voce la dignità e l'onestà. Attaccare al muro chi non fa la fila (letteralmente); disobbedire a quel che ritieni ingiusto. Porsi in un percorso di integrità.

PROGRAMMA

C'è infine il gruppo che ha definito "programma", perché in realtà fa del voto/non-voto soltanto una questione di programma. In altre parole, sono persone che non votavano da tempo e non hanno votato nemmeno questa volta, ma lo avrebbero fatto se qualcuno avesse proposto un programma diverso, più vicino alle loro esigenze. Sono quindi da considerare sostanzialmente favorevoli al sistema democratico, con le riserve del caso.

- Non ho votato e continuerò a non votare fino a quando realmente crederò a ciò che mi viene proposto/promesso e mi ci riconoscerò appieno, cosa che ho fatto per esempio in occasione del referendum su nucleare ed acqua.

- Rimane il fatto che per votare per qualcuno, es il M5S, gradirei essere d'accordo su quasi tutto, e non solo su mezzo programma (o col generico fatto di mandare via "gli altri") col rischio di vedere attuare magari solo la parte per cui non ero affatto d'accordo. Non gradirei legittimare neanche questo di governo.

- Perché dovrei legittimare cose su cui io non sono d'accordo, e magari non lo sono nemmeno i partiti tradizionali (che però perdono le elezioni) pur di avere cose su cui sono d'accordo io.

- Il programma presentato da Lannes è un'alternativa concreta.

- Credo sia ovvia la mia ricetta, o per meglio dire, alternativa a quello che viene propinato in varie salse da tutti i partiti di "maggioranza", ovvero il ritorno alla sovranità popolare, in primis la sovranità monetaria seguita dal disconoscimento di tutti i trattati europei criminali che ci sono stati imposti negli ultimi anni (leggasi Mastricht, Lisbona ecc..).Senza questo passo decisivo la democrazia e la dignità del popolo italiano, già gravemente minata, sarà definitivamente eliminata e calpestata.

C'è anche chi vorrebbe introdurre un criterio di selezione per chi vota, insieme ad un meccanismo di richiamo immediato per il parlamentare che non mantenesse i suoi impegni:

- Due proposte per tornare a votare:
1) esamino tipo scheda di scuola guida. 80% di risposte corrette si vota, meno non si vota. 
2) modifica costituzionale per legare gli eletti al collegio, con "revoca immediata" e sostituzione dell'eletto, seguita da rivotazione della legge se il numero di "sostituiti" potrebbe fare la differenza dell'esito della votazione stessa. Una di queste proposte vorrei vedere nel programma di una forza che si presenta per dargli il mio voto, visto che ritengo il disinteresse alla conduzione pubblica, la causa scatenante di tutti i nostri mali, unita ad una ignoranza endemica dei fatti da parte della stragrande maggioranza della popolazione.

In questo gruppo ho messo anche coloro che si dicono disposti a votare 5 Stelle, ma che aspettano prima una conferma tangibile sulla loro credibilità:

- Simpatizzo per il M5S, ma prima di avere il mio voto, vorrei osservare quello che fanno e come si pongono. Se il buongiorno si vede dal mattino è probabile che alla prossima tornata elettorale abbiano anche il mio di voto.

- Se il nuovo, il M5S, in futuro, dovesse avere una qualche responsabilità di governo e dimostrasse di voler realizzare anche in parte il proprio programma, allora, forse, alla prossima tornata elettorale potrei votarlo (considerato che trovo interessanti alcune proposte del M5S), ma per il momento continuo ad astenermi. Nessuna fiducia al buio, a nessuno, mai più.

A questo punto vorrei fare una serie di commenti, ma lascio prima a voi la parola.

Grazie nel frattempo a tutti quelli che hanno risposto.

NOTA: molte persone hanno dedicato un ampio spazio a spiegare perché non hanno votato per questo o quel partito, ma poi si sono dimenticate di dire se avessero o meno una alternativa da proporre. In questi casi ho ignorato i loro commenti, anche se spesso hanno esposto concetti interessanti. Per il resto, spero di aver coperto tutte le posizioni presentate nel thread. Se me ne fosse sfuggita qualcuna, vi prego di segnalarlo nei commenti.

Fonte, e per intervenire e commentare: luogocomune.net



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