domenica 12 agosto 2012

Essere inaccessibili

Citazioni da: Viaggio a Ixtlan
Carlos Castaneda

Mi mostrò l'importanza cruciale del rapporto reciproco tra il nascondersi e il mostrarsi.
Devi imparare ad esporti e sottrarti deliberatamente. Così com'è ora la tua vita, sei continuamente esposto senza volerlo.

Sottrarsi non significa nascondersi o essere segregati, ma essere inaccessibili. In altre parole, non fa nessuna differenza nascondersi se tutti sanno che ti nascondi.

I tuoi problemi di ora nascono proprio da questo punto: quando ti nascondi, tutti sanno che ti nascondi, e quando non ti nascondi, sei esposto a tutti quelli che ti vogliono mettere le mani addosso.

A un certo momento della mia vita, come te, mi sono esposto sempre più finché non mi restava nulla per nulla tranne fosse che per piangere. E questo ho fatto, proprio come te. Ma un giorno ne ho avuto abbastanza e ho cambiato. Un giorno, quando stavo diventando un cacciatore, ho imparato il segreto dell'esporsi e del sottrarsi...


Lei se n'è andata per una sola ragione: ti sei esposto troppo.
L'hai perduta perché eri accessibile; eri sempre alla sua portata e la tua vita era meccanica.

L'arte di un cacciatore è diventare inaccessibile. Nel caso di quella bionda avrebbe significato che dovevi diventare un cacciatore e incontrarla moderatamente. Non come hai fatto tu. Sei rimasto con lei un giorno dopo l'altro, finché il solo sentimento che restava era la noia. E vero?

Essere inaccessibile significa toccare il mondo intorno a te moderatamente. Non mangiare cinque quaglie; mangiane una. Non danneggiare le piante solo per costruire un forno da campo.
Non usare e spremere la gente fino a ridurle a nulla, specialmente le persone che ami.

Essere inaccessibili significa evitare deliberatamente di esaurire te stesso e gli altri. Significa non essere affamato e disperato, come il povero bastardo che pensa che non mangerà mai più e divora tutto il cibo che può, tutte e cinque le quaglie!

Un cacciatore sa di poter sempre attirare la selvaggina nelle sue trappole, perciò non si preoccupa. Preoccuparsi vuol dire diventare accessibile, accessibile senza volerlo.
E una volta che ti preoccupi ti afferri a tutto per disperazione; è una volta che ti afferri sei destinato a esaurire tutto o tutto ciò cui ti afferri.

Ti ho detto che essere inaccessibile non significa nascondersi o segregarsi. Non significa neppure che tu non debba avere rapporti con gli altri. Un cacciatore usa il mondo moderatamente e con tenerezza, senza badare se il mondo possa essere cose, o piante, o animali, persone, o potere. Un cacciatore tratta intimamente col proprio mondo eppure è inaccessibile a quello stesso mondo.

Il cacciatore è inaccessibile perché non spreme il mondo fino a deformarlo. Lo tocca lievemente, rimane quanto deve e quindi si allontana agilmente, lasciando appena un segno.

La morte come consigliera

La morte è la nostra eterna compagna. E' sempre alla nostra sinistra, a un passo di distanza. Ti è sempre stata a osservare. Ti osserverà sempre fino al giorno in cui ti toccherà.

Come ci si può sentire tanto importanti quando sappiamo che la morte ci da la caccia?

La cosa da fare quando sei impaziente, è voltarti a sinistra e chiedere consiglio alla tua morte. Ti sbarazzi di un’enorme quantità di meschinità se la tua morte ti fa un gesto, o se ne cogli una breve visione, o se soltanto hai la sensazione che la tua compagna è lì che ti sorveglia.

La morte è il solo saggio consigliere che abbiamo. Ogni volta che senti, come a te capita sempre, che tutto va male e che stai per essere annientato, voltati verso la tua morte e chiedile se e vero; la tua morte ti dirà che hai torto; che nulla conta veramente al di fuori del suo tocco. La tua morte ti dirà: "Non ti ho ancora toccato".

Devi chiedere consiglio alla morte e sbarazzarti delle maledette meschinerie proprie degli uomini che vivono come se la morte non dovesse mai toccarli.

Tu ti senti immortale, e le decisioni di un uomo immortale possono essere cancellate o rimpiante o dubitate. In un mondo in cui la morte è il cacciatore, non c’è tempo per rimpianti o dubbi. C’è solo il tempo per le decisioni.

Non importa quale sia la decisione, Non c'è cosa che sia più o meno seria di un’altra. Non capisci? In un mondo in cui la morte è il cacciatore non ci sono decisioni grandi o piccole.
Ci sono solo decisioni che prendiamo di fronte alla nostra morte inevitabile.

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